Flex.scape funziona secondo due principali sistemi di percezione da parte di chi viaggia lungo l’autostrada.
1) visione frontale: il cono ottico è più stretto a velocità più alte. La barriera viene percepita come un elemento continuo.
2) visione laterale (passeggero): le barriere permettono di guardare attraverso di esse, venendo percepite come elemento di fatto trasparente.
Alla barriera sono associate diverse tecnologie innovative (pannelli trasparenti fonoassorbenti, costole, produzione), alcune consolidate altre in fase di sperimentazione.
dolo.MITI (honeycomb noisebarrier)
La barriera “osmotica”antirumore, fonoassorbente, fotovoltaica, fotocatalitica.
La barriera funziona secondo un sistema di aggregazione basato su un’unica geometria di base esagonale; il modulo di fatto è pensato in varie configurazioni, sia relativamente ai materiali che alle tecnologie integrate.
Questa modularità di base, permette inifinite possibilità di configurazione, in maniera da rendere la barriera capace di adattarsi ai diversi contesti paesistici ed alle differenti richieste prestazionali.
Inoltre la facile industrializzazione prevede il contenimento dei costi di produzione nelle fasi di realizzazione e assemblaggio.
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I prototipi sono stati sviluppati dal gruppo di ricerca dell’Università di Trento
